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EVENTO MIP 12 maggio

Tel. 3286852606 Tel. 051300570

Seminario

Sommario: Per “bigenitorialità” si intende il diritto dei figli a continuare ad avere rapporti allo stesso modo con il padre e con la madre anche dopo la loro separazione, sulla base dell’incontestabile verità che si resta genitori per tutta la vita.
Parole chiave: Coppia genitorialità separazione famiglia figli

email: marialetizia.rotolo@hotmail.it

60 posti

L’iniziativa avrà luogo con un minimo di 1 prenotazioni.

Descrizione dell’iniziativa e informazioni supplementari

Per “bigenitorialità” si intende il diritto dei figli a continuare ad avere rapporti allo stesso modo con il padre e con la madre anche dopo la loro separazione, sulla base dell’incontestabile verità che si resta genitori per tutta la vita nonostante il venir meno del vincolo matrimoniale. Questo in ossequio a quanto stabilisce la nostra Costituzione, la quale all’art. 30 riconosce ad entrambi i genitori il diritto – dovere di mantenere, istruire ed educare i figli.Il nuovo articolo 155 c.c., nel ribadire il diritto del figlio minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori e di ricevere da entrambi cura, educazione ed istruzione, conferma il criterio guida che il giudice deve seguire nell’adottare i provvedimenti relativi alla prole, ossia, ancora una volta, l’interesse morale e materiale di essa. L’affidamento monogenitoriale è confinato alle sole ipotesi in cui l’affidamento all’altro genitore sia ritenuto dal giudice contrario all’interesse del minore (art. 155 bis).I mutamenti avvenuti nella società e nella famiglia italiana negli ultimi decenni mettono gli psico-professionisti di fronte a nuove forme di disagio crescente. Le cessazioni di convivenza, le separazioni e divorzi costituiscono eventi sempre più frequenti nella nostra società, e le famiglie sono sottoposte a traumatiche destrutturazioni. I professionisti della salute mentale assistono alla graduale ma consistente crescita delle richieste di trattamenti psicoterapeutici o psichiatrici da parte di coloro che si trovano coinvolti nell’interruzione o nella radicale modificazione dei rapporti familiari. Quindi, la separazione si configura come un evento stressante a rischio di slatentizzare aspetti psicopatologici in soggetti, ritenuti in precedenza normali, che erano tenuti in fase di compenso dalla relazione coniugale e dal rapporto genitore-figlio.
Purtroppo, l’attuale assetto culturale e normativo fa sì che, a seguito della separazione, residuino pericolose sacche di conflittualità spesso non trattate, nelle quali la dimensione coniugale e quella genitoriale restano malignamente confuse ed agite attraverso l’iter giudiziario. Il conflitto, anche se non agito nella convivenza familiare, si trasferisce nell’ambito giudiziario. Ma il sistema giudiziario può dirimere solo questioni materiali, lasciando inalterata l’incomprensione dei fattori psicologici che hanno ridotto i protagonisti della vicenda al fallimento del loro progetto di vita in comune. I figli spesso si trovano ad essere utilizzati dai genitori come sostituti del partner perduto, trovandosi così ad essere come psicologicamente orfani. Più il conflitto – ivi compreso quello giudiziario – si protrae, più i figli dovranno subire un impoverimento del contributo dei genitori alla loro crescita, essendo così costretti ad adultizzarsi precocemente per poter far fronte alle proprie esigenze.

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