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Imparare a comprendere: analisi della personalità attraverso la comunicazione in chat

Imparare a comprendere:
l’ analisi della personalità attraverso
la comunicazione in chat

I problemi della comunicazione propongono oggi all’attenzione dello psicologo una messe di problematiche con cui fin qui non era stato necessario confrontarsi. La necessità di garantire un’adeguata formazione all’uso della rete e di rendere consapevoli adulti e bambini dei rischi che possono incontrarvisi porta prepotentemente all’attenzione della nostra professione il problema della comprensione delle caratteristiche generali di personalità attraverso l’esame della comunicazione nelle chat.
Il significato di questa competenza tecnica è spendibile sia nell’ottica di un’eventuale consulenza richiesta da genitori o da adulti, sia come bagaglio culturale e formativo per l’orientamento di chi vuole avvicinarsi al mezzo senza sorprese.
L’obiezione più facile verso queste considerazioni può senza dubbio essere quella per cui nessuna certezza abbiamo circa la manipolazione dei contenuti e dell’elaborazione linguistica di messaggi che appaiono in uno schermo e che non sono accompagnati dalla mimica di un volto, né da altri segnali dei cosiddetti linguaggi non verbali.
L’obiezione è sicuramente molto pertinente, tuttavia resta di fatto una delle poche possibilità di studiare il fenomeno, seppure con le dovute cautele: forse l’ unica risorsa utile per una lettura critica dei testi e delle emozioni che si attivano negli amanti delle chat.
Per poter procedere in questo senso si sono esaminati alcuni stralci di conversazioni tra soggetti di sesso maschile e soggetti di sesso femminile: il campione non ha alcun valore rappresentativo ed è semplicemente utilizzato in chiave esemplificativa.
Il metodo propone l’evidenziazione di alcuni elementi contenutistici particolarmente rilevanti:
1) l’utilizzo appropriato delle emoticons
2) il repentino cambio di argomentazione
3) la sottolineatura puntigliosa di alcuni elementi nella conversazione
4) i contesti oppositivi
5) le risposte a domande chiave
6) il tono generale
7) la risonanza intima

Quello che segue è lo stralcio di una conversazione tra un ragazzo e una ragazza: lui 30 anni, lei 25, studentessa di giurisprudenza. Si tratta della prima e unica conversazione avvenuta tra i due.

(…omissis)
LUI- dai racconta
LUI- ti ascolto volentieri
LEI (1)- sarebbe lunga, sono 25 anni in cui mi sono capitate tante cose, se vuoi ti posso dare un accenno
LUI – vai
LEI (1)- padre alcolizzato per 10 anni, botte a non finire, separazione dei miei quindi ora e’ tutto sulle mie spalle e per finire mamma all’ospedale
LUI – che ha la mamma?
LEI (1)- si deve operare all’ernia cervicale ma non ha nessuno tranne me quindi devo stare dietro a lei, pensare alla casa lavorare e studiare
(……omissis)
LEI (1) – sai una cosa, io sono molto aggressiva, e da piccola anche molto violenta
(……omissis)
LUI – non so dimmi dei tatoo
LEI (1) – ho uno scorpione sotto il seno
LUI – e poi?
LEI (1) – per ora basta
LEI (1) – vorrei farne un altro
(…omissis)
LUI – tu sei fidanzata?
– non lo so
LUI – che vuol dire?
LEI (1) – lo sono stata per 4 anni con un pesci, ora frequento un ragazzo ma………..
LEI (1) – ma non mi dà quello che vorrei
(…omissis)
LEI (1) – lo sai che voglio partecipare al grande fratello!!!!! e’ una forma di esibizionismo?
(…omissis)
LEI (1) – ti piace “dominare “gli altri?
LUI – sì
LEI (1) – la donna?
LUI – anche
(…omissis)
LEI (1) – sono buona sensibile dolce generosa ma anche arrogante presuntuosa vendicativa prepotente,mi sento molto femminile ma anche maschile
(…omissis)
LEI (1) – spero un giorno di avere tanti soldi da farci il bagno

Gli elementi che caratterizzano questa conversazione possono essere riassunti in alcune notazioni particolarmente intense:
– la storia dell’infanzia della ragazza
– la dipendenza dall’alcool del padre
– la violenza vissuta, l’aggressività agita
– i problemi attuali della madre
– i tatuaggi (quello già fatto, quello che vorrebbe farsi)
– il luogo del tatuaggio
– le relazioni sentimentali che non vanno
– il bisogno di essere vista
– il rapporto tra dominante e dominata
– l’ambivalenza d’animo e di identità di genere
– la necessità del denaro
– l’essere studente di giurisprudenza

La sottolineatura di questi elementi nel corso della conversazione ci permette di ripercorrere, seppure a grandi linee, la formazione della personalità della ragazza e il suo attuale momento esistenziale.
Un’infanzia di violenza subita e di relazioni negate in ambito familiare le permette di sperimentare nell’infanzia un modello di comportamento in cui l’aggressività e la violenza risultano dominanti, un modello che la ragazza tende poi a rivivere nelle relazioni a sfondo sessuale in cui l’ambivalenza con cui vive la propria identità e il proprio stile comportamentale la porta ad assumere in modo assolutamente subalterno la dimensione femminile del rapporto: l’essere dominata le permette di sentirsi chiusa in una dimensione più circoscritta dell’indefinita identità in cui tuttora si trova. Tuttavia le relazioni sentimentali risultano difficili, cita due relazioni: entrambe sono raccontate al negativo! Il contatto con l’altro sesso sembra essere raggiunto attraverso vie diverse da quella legata al sentimento: la via sessuale sembra più praticabile, più facile, sicuramente più immediata.
I tatuaggi dunque rappresentano l’espressione, attraverso il rendere visibile in modo evidente la propria femminilità, del bisogno di rafforzare il tema della sessualità (un tatuaggio sotto il seno) ma anche , è molto probabile, il segnare attraverso un marchio indelebile un passaggio particolare della propria esistenza. Tant’è che oggi, momento difficile in cui la madre deve subire un delicato intervento, desidererebbe farsi un ulteriore tatuaggio.
Una vita non facile dove però la ragazza ha trovato un suo contenitore: lo studiare giurisprudenza non è una scelta come un’altra ma il bisogno di trovare la propria legalità, di trovare una dimensione del diritto, una dimensione non più fatta di violenza ma in cui la violenza viene combattuta e condannata. Trova dunque il suo riscatto e la sua identità potrà meglio trovare lo spazio per esprimersi via via che la realizzazione professionale si renderà possibile. Il soggetto resta comunque a rischio: gli eventuali insuccessi potrebbero modificare profondamente gli assetti faticosamente determinatisi e far precipitare la ragazza nell’antitesi del mondo verso il quale tende a dirigersi…del resto il bisogno di emergere e la voglia di beni materiali di cui, forse, non ha potuto disporre da piccola potrebbero comunque realizzarsi sia attraverso la professione di avvocato, sia attraverso la via dell’illegalità.

La seconda conversazione riguarda un uomo di 39 anni con una tecnica di radiologia di 33. I due si conoscono attraverso i rapporti di chat ma non si sono mai incontrati.

LUI- dimmi un po’…con chi eri in barca?
LUI – l
LEI – con un amico
LEI – ieri…oggi con 4 amici
LUI – amico e basta?
LUI – l
LEI – si amico e basta,ma poi….
LEI – chetefrega..
LUI – e dai….falla meno lunga…
LUI – non ti si può chiedere niente
(…omissis)
LUI – che mi dici di te?
LUI – la tua storia non storia?
LEI – non esiste piu’, ahime’!!
LUI – sostituito o sparito?
LEI – peccato, lui mi piaceva veramente parecchio
LUI – ma è sparito lui?
LEI – no
LUI – l’hai mollato te?
LEI – piu’o meno
LEI – ho tirato le somme
LUI – per i motivi soliti o altro?
LUI – stai male per questo o no?
LEI – lui ha detto che mi vuole bene, che con me sta bene, che gli piaccio…
LEI – le solite stronzate trite e ritrite
LEI – si ci sto male
LUI – ma la tua è una dote particolare quella di cercarti gli uomini sbagliati oppure è un caso?
LEI – non so.. forse sono io sbagliata per quegli uomini
LUI – ma no…dai
LEI – potrebbe essere
LUI – io credo che tu abbia un po’ di fiuto
LUI – nel cercare le complicazioni
LUI – N
LEI – io credo invece di avere una bella sfiga
LUI – …e se levassimo la s….tanto per ridere un po’?
LUI – N
LEI – e leviamola, chissenefrega
LEI – divento lesbica
(…omissis)
LUI – anche se colgo
LUI – una vena di tristezza
LUI – che del resto sento sempre
LUI – quando parlo con te
LEI – mi spiace
LUI – no è a me che dispiace
LUI – vorrei sentirti felice
LUI – e serena
LEI – un mio amico mi ha detto che la sofferenza mi esce dagli occhi
LEI – e ha ragione
(….omissis)
LUI – quindi come vedi le emozioni le trasmetti
LEI – menomale
LUI – fai capire che sei una donna forte…anche se con tanto bisogno di un sostegno
LEI – soprattutto da quando non l’ho più
LUI – ti manca anche lui?
LEI – da quando non ho piu’mia madre
LUI – ah…pensavo ti riferissi a tuo marito..
LEI – siiiiieeeeee
(…omissis)
LEI – sono sola, devo decidere da sola, devo farcela da sola
LUI – beh…sola ma ..sono sicuro con tanti amici
LEI – no, pochi amici
LUI – tra questi qualcuno buono ci sarà…
LEI – certo che c’e’
LEI – non voglio conoscerti
LUI – perchè mi dici che non vuoi conoscermi?
LEI – perchè non voglio
LEI – ci ho ripensato
LUI – scusa che c’entra ora…sta cosa
LEI – niente, mi e’ venuta in mente
(…omissis)
LEI – cmq, tornando a mia madre il problema non e’ tanto quello che ha lasciato, quanto quello che si e’ portata via
(…omissis)
LEI – sono pronta a pagare per gli errori che faccio
(…omissis)
LEI – vedi, a me non piace molto che mi si accondiscenda….
LUI – ..
LEI – mi piacciono le persone che si incazzano e che non mollano, perchè vogliono capire
LEI – cio che volevo dire e’ che io mi difendo e mi nascondo ed ho bisogno che chi mi vuole conoscere abbia la voglia di almeno aiutarmi a tirare giù le barrire
LEI – e per fare questo deve farmi violenza
(…omissis)
LUI – usa laddove necessario le tue armi e abbassale quando non servono
LEI – grazie tante, il difficile e’ capire quando non servono
LEI – le ho abbassate tutte una volta, mi sono resa assolutamente vulnerabile e questo mi e’costato caro
LUI – ti sei innamorata?
LEI – chi ha fatto si che le mie armi sparissero, poi mi ha colpito a morte
LEI – e quando ho ricominciato a vivere, me ne sono costruite di ben altre
LUI – AMICIZIA=AMICIZIA
LEI – non faccio confusioneeeeeeee
LUI – AMORE è un’altra cosa
LEI – LO SOOOOOOO!!!!!!
LUI – ma usi le stesse difese
LEI – MA AMICIZIA E’ L’UNICO SENTIMENTO CHE MI FA CAMPARE ORAAAAA!!
LEI – e un tradimento in questo sarebbe fatale per me
LUI – e perchè dovrei tradirti?
LEI – e che ne so?
LEI – perche non dovresti?
(…omissis)
LEI – ho rischiato molto nelle scelte che ho fatto.. e ho anche vinto
LEI – ma ora non e’ il momento per farlo
LUI – ok…sai tutto…va bene nessuno lo mette in dubbio: permettimi però di dirti che non sai da chi difenderti e quindi…qualcosa da imparare ce l’hai tu…come chiunque altro su questo pianeta
LEI – certamente che si
LEI – non so da chi e soprattutto come difendermi
(…omissis)
LEI – ora vado, sono stanca ed irritabile, perdonami

La conversazione offre tantissimi spunti di riflessione che possono così sintetizzarsi:
le risposte secche e di chiusura
– il linguaggio particolarmente “colorito”
– le idee sulla sfortuna
– il senso del “tanto peggio tanto meglio”
– la sofferenza
– il senso della perdita
– le relazioni con l’altro sesso
– l’isolamento
– la paura di nuove opportunità
– la forza della disperazione
– il mettere alla prova
– le difese
– il tradimento
– la stanchezza

L’esperienza della vita della ragazza, di cui non conosciamo le problematiche infantili, è stata segnata dalle esperienze di “perdita”: un tradimento subito nell’ambito degli affetti e la scomparsa della madre, persona che le ha evidentemente lasciato un gran vuoto dentro. Un vuoto che invece non pare averle lasciato la separazione dal marito che, comunque, rappresenta un’ulteriore elemento legato all’idea di non essere in grado di mantenere gli affetti, tant’è che le sue storie ( ad esempio quella che LUI definisce “storia non storia”) vivono evidentemente sull ‘indefinito ma, soprattutto, lei non riesce ad aspettare, ad attendere che la storia si solidifichi e la interrompe. Così come interrompe di punto in bianco, saltando da un argomento all’altro, la conversazione per portarla sul tema per lei determinante per verificare l’interesse dell’altro: “non voglio conoscerti” può significare l’esatto opposto, a condizione che lui riesca a non indietreggiare (” a farle violenza” come dice lei) e a insistere fino ad abbattere le altissime barriere che lei ha eretto per proteggersi dalla sofferenza, dalla paura, dall’incapacità di accettare le altalene della vita fatte di successi e di insuccessi, di rischi e di incertezze. Il castello costruito per difendersi sembra impenetrabile: maestoso e distante dal mondo degli uomini: uno splendido isolamento che tanto assomiglia a quello del castellaccio dell’Innominato. E’ il luogo delle sofferenze interiori, della distanza dagli altri di cui però si ha un gran bisogno ed una gran voglia che non riesce ad essere agita con semplicità. E i sentimenti depressogeni emergono non tanto in termini clinici quanto nella struttura della personalità, cioè nelle immagini del mondo che si costruisce: è un po’ il senso che troviamo nelle espressioni di rinuncia, di evitamento, nell’usare un linguaggio colorito, nel lanciarsi in affermazioni (“divento lesbica”).
E’ dunque l’idea di un mondo cattivo e pericoloso, cui non sente di navere altra risorsa per farvi fronte se non l’isolamento, l’osservare senza partecipare fino in fondo alle dimensioni dell’esistere: l’impresa di conquista del castello, per chi vorrà tentarla, sarà ardua e difficile, il prezzo da pagare sarà alto e i morti sul campo saranno sicuramente molti, primo fra questi l’AMORE che non dovrebbe avvalersi di ricatti e messe alla prova ma del normale fluire degli eventi.
E la stanchezza, l’irritabilità con cui conclude la conversazione è la stessa che vive nella dimensione quotidiana dei rapporti…..

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