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La psicoterapia con l’adolescente

La psicoterapia con l’adolescente

Una delle caratteristiche fondamentali di questo periodo dello sviluppo è la ricomparsa della sessualità, in gran parte rimossa durante la latenza che perde le caratteristiche grandiosi infantili per assumere le forme della sessualità adulta. In questo periodo è fondamentale porre attenzione soprattutto sui conflitti che emergono ad integrazione dell’aggressività. La possibilità, da parte dell’adolescente, di vivere una sessualità adulta fa risorgere nel ragazzo una problematica edipica con alcuni problemi tra i quali, fondamentalmente, una grande conflittualità legata al senso di colpa correlato ai fantasmi dell’incesto e di parricidio ed un ulteriore rafforzamento del tabù dell’incesto. Il ragazzo con questi tabù è spinto verso l’autonomia nei confronti dei genitori.
Questo processo di allontanamento, che inizia nel periodo della pubertà, comporta un lutto legato al confronto dei rapporti infantili di dipendenza che aveva con i propri genitori. Chiaramente l’elaborazione del lutto sarà difficile, sarà presente un’affermazione di sé carica di aggressività, le immagini dei genitori, incorporate sotto la pressione di un conflitto di perdita della dipendenza, sono vissute come un pericolo o danneggiate a seguito dell’aggressività e dell’ambivalenza con le quali vengono introiettate. Quindi questo lutto assume caratteristiche patologiche.
Cramer (1985) suggerisce che una delle maggiori problematiche durante l’adolescenza è quella “di un fantasma del corpo colonizzato dalle immagini dei genitori come residuo di fantasmi simbiotici più precoci”.
Durante l’adolescenza qualsiasi problematica psichica ha una ripercussione sul sentimento dell’immagine di sé (Kestemberg, 1971). Questo disturbo dell’identità psichica contribuisce all’intensità notevole assunta dalla problematica narcisistica.
Per questo motivo l’adolescenza viene vista come un periodo di crisi. Per quanto riguarda questo termine è necessario un chiarimento, in quanto le crisi sono tappe di squilibrio transitorio, di fronte al quale bisogna trovare un nuovo equilibrio; la ricerca di questo equilibrio mette in gioco le potenzialità dell’individuo e permette una nuova espansione. Raramente l’esito è rappresentato da un fallimento legato ad un riassestamento, ad un livello regressivo rispetto a quello precedente, oppure l’insorgere di sintomi clinici. La crisi dell’adolescenza è evidente, legata alla realtà dei cambiamenti della pubertà e del corpo sessuato. In generale, tuttavia, si può dire che la maggior parte degli adolescenti vive questo periodo senza blocchi; ossia l’instabilità, i momenti di depressione ed euforia, le tendenze all’agire e al non agire rappresentano un insieme di problemi legati alla situazione e scompaiono senza lasciare conseguenze. Quindi non esiste una patologia in senso stretto e quindi non è necessaria una psicoterapia.
Tuttavia ci sono adolescenti a rischio o psicopatologici per i quali è consigliabile una psicoterapia. In generale si può dire che la patologia s’instaura grazie all’automatismo della ripetizione. Siamo in presenza di un blocco nel processo di trasformazione che implica una scissione del processo di trasformazione e di un’integrazione della nuova immagine del corpo. Questo rifiuto del corpo sessuato è talvolta reso complicato da situazioni in cui esiste una scissione tra l’immagine del corpo postpubere e quello prepubere che viene idealizzato. Tutte le fantasie del ragazzo che si esprimono nel corpo rimangono nell’ambito preedipico, non incestuoso, con il rischio che integrare gli organi genitali funzionali della rappresentazione del corpo si diluisca in maniera eccessiva. Il rifiuto od il diniego del corpo sessuato adulto ostacola in maniera piuttosto grave l’esame di realtà e l’esperienza di realtà appare determinata con la relazione con il corpo, che filtra l’esperienza vissuta. Durante l’adolescenza questo blocco evolutivo, che si può instaurare, porta ad intervenire con psicoterapie in cui si lavori fondamentalmente sulle problematiche relative al corpo (corpo percepito e rappresentato), per un’evoluzione verso l’accettazione di un corpo sessuato. Le interpretazioni del terapeuta in questo tipo di problematiche hanno a che vedere con il transfert, nel quale il terapeuta incarna una imago del paziente. Un’interpretazione deve non solo segnalare un meccanismo, ma mettere in evidenza la funzione della difesa, ossia proteggere dall’angoscia cercando di eliminare il conflitto.
Questi due livelli d’intervento vengono messi in gioco sin dall’inizio, in funzione del materiale della seduta. Il terapeuta si farà guidare dai suoi vissuti e dalla sua capacità di empatia.
Nella psicoterapia con gli adolescenti è importantissimo attenersi al “hic et nunc”; quindi si dà priorità sulla costruzione rispetto alla ricostruzione. Questo periodo è caratterizzato dal fatto che il ragazzo deve crearsi una versione integrata della sua storia personale. Questo progetto viene interrotto dalla frattura postpuberale e dall’instaurarsi della psicopatologia. Questa rottura e l’angoscia che si ha rispetto alla genialità, suggeriscono che bisogna innanzitutto lavorare e non perdere mai di vista il punto in cui si produce la frattura e dal quale parte il movimento regressivo.
Per quanto riguarda il setting, deve essere considerato non solo legato alle questioni pratiche che riguardano il luogo, la frequenza, la durata delle sedute, l’onorario ecc., ma bisogna invece creare le condizioni ottimali per la terapia. E’ importante una preparazione alla terapia, nel senso che l’adolescente deve essere in grado di comprendere che qualcosa non funziona, quali sono i suoi problemi e in cosa consiste la terapia. Inizialmente i colloqui preliminari vengono utilizzati per definire i problemi pratici (del tipo le richieste dei genitori, le vacanze, le telefonate, la confidenzialità, ecc.), ed è bene che questi aspetti vengano discussi anche con i genitori prima che inizi la terapia.
In qualunque terapia che tratta l’adolescente esiste, comunque, un fattore comune: che il setting sia stabile e sicuro ossia, prevedibile. Questa prevedibilità si contrappone all’imprevedibilità del materiale associativo delle sedute e all’incertezza di quegli adolescenti che si trovano in un blocco evolutivo. Questa imprecisione, che vive l’adolescente, riguarda sia il corpo che l’interno, l’esterno e l’ambito psichico. Il setting farà parte dell’impegno tra il terapeuta ed il paziente e deve essere potenzialmente indistruttibile.
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